Ripresa, paura e coraggio

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Ripresa, paura e coraggio

Ripresa, paura e coraggio

ASCOLTA GIULIO BACOSI

Non abbiate paura!”

E’ l’incoraggiamento rivoltoci da Papa Giovanni Paolo II, del quale si è celebrato ieri il centenario della nascita: essa ci risuona nelle orecchie come un monito e come un prezioso e saggio incoraggiamento.

La paura è un sentimento subdolo e ostile, che va combattuto con ferma volontà e con spirito di deciso contenimento: il top sarebbe annullarla totalmente dal nostro orizzonte.

E’ proprio la paura, con la sua “invisibilità”, che supporta energie del pari invisibili costituendone una preziosa alleata contro chi finisce ad essa col lasciare troppo spazio.

Non si fa che parlare di “ripresa” in questi giorni: ma non è la paura a doverla supportare, rivelandosi essa altrimenti gracile, flebile e destinata all’insuccesso.

La “ri-presa”, anche dal punto di vista etimologico, è un impossessarsi nuovamente di qualcosa e fondamentalmente, prima di ogni altra, di noi stessi.

Per “ri-prendere” occorre “ri-trovarsi”, ricollocarsi nell’ambiente esterno, nel lavoro, nella società, negli affetti trascurati in tutte queste settimane.

Deve riecheggiare nel nostro immaginario lo slancio dei Padri Costituenti che, dinanzi alle macerie lasciate sul suolo dal secondo conflitto mondiale, hanno saputo alzare gli occhi verso il cielo dando linfa a quel frutto prezioso che si chiama Carta costituzionale.

Essa è un baluardo anche contro la “paura”. Un baluardo laico che, unito alla possibilità – ridonataci – di nutrire il nostro Spirito partecipando ad una liturgia religiosa, può e anzi deve costituire l’indefettibile punto di appoggio della “ripresa” di ciascuno di noi e di noi come popolo.

(Giulio Bacosi)

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