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Per un paio di giorni, ho avvertito l’esigenza di raccontare una vicenda, realmente accadutami ma, per una serie di ragioni, ho sempre desistito. Solo oggi, finalmente, ho deciso di scriverne perché alcune cose, anche se tristi, non devono essere taciute. E vorrei impostare il tutto come se si trattasse di una favola di Esopo che, purtroppo, non troverà un liete fine. Anzi.

Questo racconto ha come protagonista una istrice, ferita dai bracconieri i quali, quotidianamente, infestano con tagliole e reti, le sponde del sentiero ciclabile della Casa del Parco, vicino all’Aniene. Quella mattina, mi sono recata immediatamente sul posto, dove alcuni amici, lì presenti per una passeggiata, avevano notato la bestiola che, goffamente, si trascinava da una parte all’altra della stessa pista: tengo a evidenziare questo aspetto perché, solo successivamente, il mustelide si è accasciato sull’erba, probabilmente stanco del tanto girovagare senza mèta. E questo è tanto vero che, appena sono giunta, esso respirava e muoveva entrambe le zampine, compresa quella attorcigliata dal laccio di ferro.

Preciso che, nel frattempo, i miei amici avevano già telefonato la Polizia Municipale la quale, però, aveva risposto che era disponibile una sola (UNA SOLA) volante e che, pertanto, sarebbero arrivati appena fosse stato possibile; tuttavia, dato che non si faceva vedere né sentire nessuno, si è chiamato una seconda volta e, anche in questo caso, la risposta è stata la medesima alla quale si è aggiunto il consiglio di mettere l’animale in una scatola (forse non avevano ben capito di quale animale si trattasse …). Erano passati già una quarantina di minuti e l’istrice era ancora lì: non si muoveva, respirava ma poco e la zampa era, quasi del tutto, infestata dalle formiche; da lì, ho provato a sciacquarla con acqua ossigenata e acqua normale: la ferita si stava infettando. C’è stata, ancora una volta, una terza telefonata alla Polizia Municipale che seccata, ha passato il numero interno del nucleo di Via Fiorentini ma, dall’altro capo, solo lo squillo a vuoto e silenzio.

Pertanto, si è deciso di rivolgersi alla Polizia Metropolitana ma anche questa possibilità si è dimostrata fallita in quanto, data la scarsità dei mezzi, perlomeno così hanno detto, la sola pattuglia disponibile veniva da Monte Verde; si è accettata questa eventualità e, nonostante tutto, io ho continuato le mie ricerche e il mio giro di telefonate. Credo che quasi tutta Roma conosca, oramai, il mio nome dato che IO mi qualifico, sempre e comunque, al telefono. È stata una vera e propria ballata: ho contattato, così, il Corpo Forestale dello Stato di Via Carri Armati pensando, troppo ingenuamente, che fosse l’organo più appropriato per la cura e il recupero della fauna selvatica; invece tutto è sfumato nel vano, poichè mi è stato semplicemente fornito il numero della LIPU. Anche questa associazione, però, non si è dimostrata collaborativa, tutt’altro: da quello che ho potuto comprendere, si tratterebbe di una sorte di nosocomio dove sono ricoverati quegli animali che sono lì trasportati dalla stessa Polizia Metropolitana, proprio quella che, oramai, stavo attendendo da quasi più di un’ora e mezza.

L’istrice nel frattempo respirava sempre più debolmente, anzi posso dire che stesse rantolando… Probabilmente agonizzava e,alcune volte, girava il muso verso me. Era sofferente. Fino a qualche anno fa, se io avessi assistito a una scena così, avrei pianto come una disperata; oggi tutto ciò che provo è una grande amarezza in bocca perché, queste situazioni, insieme ad altre ovviamente ancor peggiori, ti fanno davvero sentire impotente.

Finalmente, dopo quasi tre di attesa (dalle 9:30 alle 12:15) si presenta la Polizia Metropolitana ma era già troppo tardi: la bestiola non aveva più resistito e se ne era andata.

La cosa più assurda è che questi signori i quali, sottolineo, non si sono neppure presentati, non solo si sono fatti attendere ma hanno dato, a me e ai miei amici, dei bugiardi. Secondo loro, l’istrice era già morta e, a dimostrazione di ciò, con un bastone, hanno cominciato a girarla e rigirarla come una cartaccia, deridendoci e sentendosi pure offesi che li avessimo chiamati per un non nulla.

Ora, può una persona pensare che io, Maria Costanza Di Croce, possa sprecare una mattinata intera a telefonare, a destra e a manca, per trovare aiuto per un animale ferito: insomma, non avrei proprio nulla da fare?

Riguardo al laccio, questi soggetti, hanno sostenuto che è certa una data attività di caccia di frodo interessante la zona dell’Aniene e al mio quesito della ragione per cui non facessero prevenzione, mi è stato risposto che non è di loro competenza: ma se questa competenza non spetta alla Polizia Metropolitana della Regione Lazio, nucleo Monte Verde, a chi altri deve spettare?! Inoltre, la carcassa dell’animale non è stata neppure portata via, in quanto, sempre stando a questi omuncoli, NOI dovevamo seppellire l’istrice scavando una fossa, e come? A mani nude?

Personalmente, mi è ribollito il sangue alla testa: ho preso il numero di targa della loro vettura e, subito dopo rientrata a casa, ho fatto presente l’episodio all’ufficio relazioni con il pubblico della Regione Lazio che, per la centesima volta, mi ha passato un recapito interno dove, una voce femminile, mi ha risposto che non è possibile assumere provvedimenti disciplinari e che, nonostante tutto, era riprovevole l’atteggiamento dei due agenti (“ è un fatto di educazione”, cito). Ma io cosa me ne faccio? Su questo si può essere, più o meno d’accordo, ma non mi serviva in quel momento; piuttosto avrei trovato molto più utile qualcuno che mi dicesse che avrebbero svolto, magari, dei controlli. Avrebbero eventualmente anche non preso decisioni drastiche ma, almeno, si sarebbe garantita una tutela dato che quei signori, a spese nostre, non hanno svolto il loro lavoro: si sono presentati tardi, seccati (forse ha pesato dover alzare, momentaneamente, il fondoschiena dalla poltroncina) e, in più, si sono permessi di diffamare una persona in pubblico con aria di scherno.

“La favola insegna che”: oggi si parla molto di sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e si investe tanto sull’educazione ecologica, rivolta soprattutto ai giovani, ma onestamente devo constatare che, purtroppo, per gli animali è sempre il consueto Medioevo; lo scrivo non condividendo, in maniera categorica, il fanatismo verso i propri quattro zampe e mi riferisco, in particolare, alla loro forzata umanizzazione ossia far indossare cappottini, sciarpine e quant’altro. D’altra parte, però, non posso non rilevare come in mezzo ad enti che, in teoria, dovrebbero assicurare un minimo di osservanza delle leggi (perché, per fortuna, oggi l’ambiente è tutelato penalmente, compresi gli animali che lo abitano), vi sono persone incompetenti e non professionali le quali hanno una scarsa, se non totale, voglia di lavorare e comunque mettono le mani nelle nostre tasche; noi che siamo cittadini del Mondo e abbiamo il diritto di ricevere un ausilio concreto e, dall’altra parte, vi deve essere l’altrettanto dovere di collaborare.

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L’Orchestra Sinfonica di Roma, diretta dal maestro Francesco La Vecchia,  dedica agli “Anziani Fragili e ai malati di Alzheimer”  due Concerti della Stagione 2012/2013 presso l’Auditorium Conciliazione in via della Conciliazione n°4.
Saranno eseguite musiche di Autori vari che abbracceranno 300 anni di musica:
-  dalle origini a Beethoven (domenica 10 marzo 2013 - ore 17,30)
-  dal Romanticismo al ‘900 Storico ( domenica 17 marzo 2013 - ore 17,30). 

Gli eventi saranno l'ocasione per ascolterete bellissime sinfonie eseguite da un’ Orchestra prestigiosa, diretta da un grande Maestro, in un Auditorium storico. Inoltre grazie alla Fondazione Arts Academy e alla Fondazione Roma Arte-Musei, l’Associazione Alzheimer Anziano Fragile Onlus può mettere a disposizione i biglietti al prezzo particolare di 10 euro ( anziché 20) per un Concerto e di 15 euro ( anziché 40) per i due Concerti. Saranno estratti a sorte premi tra tutti i partecipanti, offerti da FUTURVIAGGI e da FARNESE VINI. Infine gli ospiti parteciperanno ad un evento di beneficenza  perchè il ricavato  sarà devoluto all’Associazione  Alzheimer  Anziano Fragile ONLUS

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Come partecipare?

Il Premio è relativo ad opere di poesia che si contraddistinguano per stile, contenuto e originalità.

ART. 1 - PARTECIPAZIONE. Si può partecipare al premio con cinque poesie inedite, non superiori ai 35 versi. Il concorso è aperto a tutti, anche ad autori stranieri, purché le opere presentate siano in lingua italiana. La scadenza del concorso è fissata al 31 maggio 2013. Per la data farà fede il timbro postale.

ART. 2 – INVIO. Ogni concorrente dovrà inviare tre copie dattiloscritte anonime delle cinque opere con le quali intende partecipare. I dati personali (Cognome, Nome, Indirizzo, Data di nascita, Email e Telefono), l’autorizzazione al trattamento degli stessi, nonché la dichiarazione di appartenenza dell’opera, dovranno essere inseriti in piccola busta chiusa da porre all’interno del plico. Tale busta dovrà riportare la sola dicitura "DATI PERSONALI". Questo per garantire il totale anonimato delle opere iscritte al concorso. Gli elaborati non saranno restituiti. 
Il plico dovrà essere spedito a:

Onirica Edizioni
Concorso “POETIKA 2013” 
Casella Postale 48
20060 Trezzano Rosa - MI

ART. 4 – GIURIA. Gli elaborati saranno sottoposti alla valutazione di una Giuria composta da persone qualificate e impegnate nel campo della letteratura e delle arti, i cui nomi saranno resi noti durante la premiazione. Il giudizio della Giuria è insindacabile.

ART. 5 – QUOTA DI PARTECIPAZIONE. E’ prevista una quota di partecipazione pari a € 10 che potrà essere effettuato in contanti e inserito direttamente nella busta contenente i dati personali.

ART. 6 - PREMIAZIONE. Ai vincitori verranno assegnati i seguenti premi: 
1° classificato: 200 euro e attestato.
2° e 3° classificato: 100 euro e attestato.
I primi tre classificati inoltre vedranno una selezione delle proprie opere pubblicate nel prezioso volume "Trilogy" a loro dedicato.

L'organizzazione si riserva il diritto di selezionare ulteriori opere meritevoli con le quali realizzare un'antologia del premio.

La PREMIAZIONE avverrà nel mese di SETTEMBRE nel comune di Castellina Marittima (PI). Per l’occasione sarà allestito un READING POETICO con musica e buffet per tutti. Gli autori che vogliano leggere le proprie poesie saranno i benvenuti. In ogni caso, le opere dei primi 10 classificati saranno lette al pubblico presente da professionisti durante la premiazione.

ART. 7 - ESITI. L’esito del concorso e il luogo della premiazione verranno comunicati e resi pubblici entro la fine di giugno 2013. A vincitori e finalisti sarà data tempestiva comunicazione a mezzo e-mail o telefono.
Eventuali successivi comunicati relativi al Premio saranno pubblicati anche sul sito www.oniricaedizioni.it e le pagine ad esso collegate sui vari social network. Tutti gli altri partecipanti potranno prendere visione degli esiti concorsuali direttamente dai suddetti siti, ove verranno tempestivamente pubblicati.

ART. 8 - TUTELA DEI DATI PERSONALI. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n°196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue: Ai sensi dell’art. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’art. 7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. 
Con l’invio degli elaborati allegare il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali. 
Il concorso e la premiazione si ritengono validi con un minimo 20 partecipanti

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