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L'indice è il dito che usiamo noi uomini per accusare.

Ma il giudizio degli uomini è scritto sulla terra.

Basta un poco di vento o un poco di pioggia per spazzarlo via.

Esso è effimero come gli uomini stessi.

Che a quella polvere un giorno tutti - indistintamente - torneranno.

Il Monte degli Ulivi è il monte della prova.

E il Maestro viene costantemente messo alla prova.

Da chi?

Da adulteri. Che, come tali, non possono lapidare un'adultera.

Siamo tutti adulteri dinanzi all'Amore sempiterno di Dio.

Dinanzi alla Sua indiscutibile fedeltà.

Tutti abbiamo qualcosa da farci perdonare.

Egli ci perdona. E ci chiede di non peccare più.

Possiamo solo auto-condannarci da soli, non raccogliendo il Suo invito a cambiare vita.

A cominciare proprio dal perdono, a nostra volta, di chi ci circonda.

 

[1]Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. [2]Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. [3]Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, [4]gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. [5]Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». [6]Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. [7]E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». [8]E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. [9]Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. 

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. [10]Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». [11]Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non peccare più».

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13-03-2016 12:01
Pubblicato in Giustizia
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Un ‪#‎Bacosando‬ dopo i risultati degli scritti del Concorso di Magistratura. L'importanza di mettersi a disposizione per dare una mano; gli ingredienti per un metodo originale ed efficace per lo studio e per il superamento dell'esame

 

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11-03-2016 12:31
Pubblicato in I Attualità
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Tutti i giorni è la Festa della Donna

 

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08-03-2016 16:05
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All'esame di Diritto Costituzionale... Sarà promosso?

 

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07-03-2016 12:08
Pubblicato in I Attualità
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La liturgia propone un brano che inizia con un banchetto e finisce con un banchetto.

Al banchetto dei Cieli sono invitati tutti.

Purchè, se peccatori, abbiano il coraggio di pentirsi sinceramente.

Chi rischia di rimanervi fuori?

Chi non sa perdonare gli altri.

Il figlio "maggiore", rivolgendosi al Padre, non parla di "mio fratello" ma di "tuo figlio".

La Misericordia del Padre, lui - miope - non la conosce.

E pensare che è il figlio "maggiore".

Ed i "maggiori" sono chiamati (non ne sono sempre consapevoli...) a servire più degli altri.

Si è "maggiori" proprio perché si serve di più

Perché si è ministri ("servitori") di miserircordia, innanzi tutto.

Maggiori si è, più elevata è la consistenza del dovere di "servire".

"Servi", "servire", "servizio": sono parole che ricorrono sovente nel Vangelo di oggi.

E i "servi" collaborano col Padre nell'esercizio della Misericordia nei confronti del figliol prodigo.

Noi siamo chiamati a partecipare alla Misericordia del Padre.

E ad attivarla nel Suo nome.

Solo in quel caso, ancorché peccatori, saremo perdonabili e perdonati.

E parteciperemo al banchetto dei Cieli con il Maestro.

Quel banchetto dal quale il figlio "maggiore" si tiene accuratamente fuori.

Non è capace di perdonare "suo Fratello"...

 

 

[1]Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. [2]I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». [3]Allora egli disse loro questa parabola:

Omissis

[11]Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. [12]Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. [13]Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. [14]Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. [15]Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. [16]Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. [17]Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! [18]Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; [19]non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. [20]Partì e si incamminò verso suo padre.

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. [21]Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio.[22]Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. [23]Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, [24]perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

[25]Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; [26]chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. [27]Il servo gli rispose: E' tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. [28]Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. [29]Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. [30]Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. [31]Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo;[32]ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

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06-03-2016 14:40
Pubblicato in Giustizia
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Ma non c'era un articolo della Costituzione che diceva che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro?

 

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05-03-2016 21:47
Pubblicato in I Attualità
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Cosa succede una mattina qualunque a Roma?
E chi di voi conosce il regolamento dell'Igiene Urbana?

 

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03-03-2016 21:56
Pubblicato in I Attualità
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