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Quante volte il Maestro ci chiede di "passare all'altra riva".

Di lasciare le nostre tranquillità, le nostre sicurezze.

Per affrontare, magari, la tempesta.

E' Lui che decide, non noi.

Noi lo prendiamo così come Egli è, accettandone le decisioni e gli insegnamenti.

Imparando quando siamo messi alla prova.

Anche alla Chiesa il Maestro chiede di prendere il mare.

E ci sono anche altre barche, altri culti, altri modi di vedere la vita e le cose.

La tempesta, una volta giunta, investe tutti.

Col suo vento; e con le sue onde.

Anche se a volte le raffiche più insistenti, le onde più violente, si abbattono sulla barca del Cristo.

Sulla Chiesa.

Soffia, impetuoso, il vento di idee non condivisibili.

Si scatenano i marosi impattanti di uomini e donne lontani dal Vangelo.

Ma Gesù è sempre dietro, a poppa.

Dorme sul cuscino della Sua dolce onnipotenza.

Sa che qualunque idea e qualunque forza debbono obbedirgli.

Possa la Fede donarci quotidianamente la medesima consapevolezza.

 

[35]In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». [36]E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. [37]Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. [38]Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?». [39]Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. [40]Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». [41]E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

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21-06-2015 12:50
Pubblicato in Giustizia
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Il bello e il brutto della televisione italiana secondo il Moige, che oggi ha assegnato alla Camera dei Deputati i Premi Tv per i prodotti televisivi adatti a tutta la famiglia. Durante l'evento è stata presentata l'ottava edizione della guida 'Un anno di Zapping', curata dalla giornalista e critica tv Marida Caterini, che contiene 300 schede di programmi e spot trasmessi dalle emittenti satellitari e del digitale terrestre, in onda nella fascia protetta (7:00-22:30). L'associazione ha anche dato vita a un dibattito sui messaggi che entrano nelle case degli italiani attraverso il piccolo schermo, al quale hanno partecipato Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige - Movimento Italiano Genitori Onlus, Elisabetta Scala, vicepresidente e responsabile dell'Osservatorio Media del Moige, Elisa Manna, responsabile Politiche culturali Fondazione Censis e Rosetta Enza Blundo, vicepresidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza. Nella stagione tv 2014-2015 accanto ai 22 programmi e 6 spot che si sono distinti per «aver offerto buone potenzialità educative conciliando con gli obiettivi di share la qualità, la necessità di intrattenimento, toni e i contenuti adatti», hanno convissuto 17 prodotti decisamente trash «irrispettosi dell'intelligenza, del buon gusto e della sensibilità degli spettatori e soprattutto dei minori». Rai1 si è distinta in positivo per il successo delle sue fiction e anche per la qualità dell'intrattenimento «sempre rivolto all'informazione e alla cultura».

moige 01La rete ammiraglia di viale Mazzini ha ottenuto 4 premi su 5 per la categoria 'Fiction, Serie tv e Soap opera', con l'unica eccezione della quarta stagione di 'Downtown Abbey' su Retequattro, premiata perché capace di rappresentare «un'epoca e una famiglia inglese alle prese con i cambiamenti radicali di inizio Novecento». Rai1 ha vinto invece i premi per 'Con il sole negli occhi' e 'L'angelo di Sarajevo', accanto a 'Che Dio ci aiuti 3' e 'Qualunque cosa succeda - Giorgio Ambrosoli'. Per l'intrattenimento, i riconoscimenti del Moige sono andati a 'Uno Mattina' e 'I Dieci Comandamenti' di Roberto Benigni, accanto a 'Omnibus' di La7 e 'Domus Aurea - Il sogno di Nerone' di Sky Arte HD. Ancora Viale Mazzini, ma stavolta Rai3 premiata per il docu-rality 'Sconosciuti - La nostra personale ricerca della felicità', e 'Sfide'. Sul versante musicale si è distinto 'Unici', il programma d'approfondimento in onda su Rai 2. Anche grazie alla concomitanza dell'Expo, in questa stagione hanno ripreso quota nell'intrattenimento televisivo le trasmissioni di viaggi, tradizioni e alimentazione. Caposaldo del genere 'Melaverde' (Canale 5), affiancato da 'Week End' (Marcopolo), accanto a cooking show pensati per tutta la famiglia, come 'Bake Off Italia - Dolci in forno' (Real Time) 'Mamma che torta!' (La5), 'Ricette a colori' (Rai Gulp). Premiata anche 'La classe' (Tv2000).


Sotto la lente di ingrandimento del Moige sono finiti anche quest'anno diversi spot, che hanno saputo coniugare le finalità commerciali a rappresentazioni positive dell'ambiente familiare. Premiati gli spot di 'Enel Energia - Una vita efficiente', 'Buono che c'è in noi' (Grana Padano), 'Isomar', 'Mazda - Mazda per la sicurezza in strada: non accecare gli altri', 'Parmareggio - La fabbrica del grattugiato' e 'Zurich Assicurazioni - La miglior protezione sempre vicino a voi'. Per quanto riguarda la 'Tv per bambini e ragazzi', è stata riconosciuta l'assoluta validità dei prodotti di Rai Gulp, come accaduto per 'Le straordinarie avventure di Jules Verne', 'Ricette a colori' e 'Versus - Generazione di campioni'. Anche Rai YoYo ha ottenuto un riconoscimento grazie a 'Le storie di Gipo' e 'X Makers', mentre il Premio Tv Moige alla carriera' è andato a Ettore Bernabei, per il suo impegno concreto da giornalista, dirigente e produttore verso una produzione e programmazione tv family friendly. Anche quest'anno, all'interno del volume 'Un anno di zapping', sono stati recensiti programmi e spot che propongono modelli e immagini diseducativi, meritevoli dunque del 'bidoncino del trash'. Italia 1 ha ospitato ben 4 trasmissioni decisamente negative, come '2 broke girls', 'About love', 'Adam Kadmon - Rivelazioni' e 'X Love'; seguono appaiate Canale 5, con 'L'Isola dei Famosi', 'Pomeriggio Cinque', 'Uomini e donne' e Mtv, che ha trasmesso 'Diario di una nerd superstar 4', 'Faking it - Più che amiche' e 'Catfish - False identità'. Altri prodotti trash sono: 'Alta infedeltà' e 'Nudi a prima vista', in onda su Real Time, 'Announo' (LA7), 'Il banco dei pugni' (DMAX), 'Il contadino cerca moglie' su Fox Life e infine il cartone animato 'SheZow', proposto da Frisbee. Tra gli spot, bocciato lo sgrassatore 'KH-7'

 

 

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17-06-2015 23:47
Pubblicato in Famiglia
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Il Maestro parla per tutti.

La Sua Voce è in grado di raggiungere ogni mente ed ogni cuore.

E' un messaggio essenziale, il Suo: fondato sull'umiltà.

Ciascuno è in grado di intenderlo nel suo nucleo semantico di fondo.

Ciascuno è in grado di capire cosa ci sta dicendo con i Suoi insegnamenti.

Chi diviene suo discepolo è poi messo nelle condizioni di approfondire, in privato, con Lui.

Sono gesti liberi e volontari, che sgorgano dall'Amore per il Maestro.

E dal conseguente desiderio di approfondire il Suo messaggio salvifico.

E così, noi siamo messi nel mondo da un Uomo speciale, che rappresenta il Regno di Dio.

Viviamo o ci lasciamo vivere?

Sappiamo che - nati in un giorno - un altro giorno moriremo, quando saremo "frutto pronto".

Ma la mietitura del grano non serve a far morire.

Piuttosto, serva a sfamare, a far vivere.

Del resto, lo stesso "Uomo-Regno di Dio-Seminatore" viene descritto dal Maestro - a sua volta - come un piccolo granellino di senapa.

Un seme piccolo ed umile, che Iddio Padre fa crescere in modo eccelso.

Tanto che le creature libere del mondo "possono", se lo "vogliono", ripararsi alla sua ombra.

Eppure, quando fu seminato, era piccolo, umile indifeso.

Nato in una mangiatoia; morto umiliato su una Croce; risorto a nuova Vita.

Il più grande di tutti i frutti di quell'orto che si chiama Terra.

Ombrello e riparo per tutte le creature del mondo.

 

Parabola del seme che spunta da solo

[26]Diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; [27]dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.[28]Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. [29]Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».

Parabola del grano di senapa

[30]Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? [31]Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; [32]ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra».

Conclusione sulle parabole

[33]Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. [34]Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

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14-06-2015 11:43
Pubblicato in Giustizia
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FACEBOOKOffendere una persona scrivendo un “post” sulla sua bacheca di Facebook integra il reato di diffamazione aggravata, esattamente come se l’offesa venisse portata dalle colonne di un giornale. Con una decisione in realtà attivata su un caso di conflitto negativo di competenza, la Prima penale della Cassazione (sentenza 24431/15 , depositata ieri) torna sul tema caldissimo della natura “penalistica” dei social network.

La controversia nasceva dalla denuncia/querela di un privato che aveva trovato un intervento poco cortese sul proprio profilo di Facebook, ovviamente tracciato con il nome, il cognome e la foto del denigratore. Il giudice di pace di Roma, nel luglio di due anni fa, si era però dichiarato incompetente ipotizzando - pur se ancora non contestata in atti - la fattispecie aggravata della diffamazione (articolo 595 terzo comma del Codice penale). Poco dopo però anche il Tribunale capitolino aveva escluso la propria competenza a giudicare, contestando l’applicabilità dell’aggravante “giornalistica” sulla base, in sostanza, del mancato comportamento difensivo della parte offesa nella gestione dei meccanismi di privacy sul proprio profilo di Facebook. Da qui l’intervento della Corte suprema che, nel restituire il fascicolo al tribunale monocratico, accredita di fatto la similitudine tra l’offesa via internet 2.0 e la vecchia diffamazione su colonna piombata.

Dopo aver dato atto della «lezione di legittimità secondo cui i reati di ingiurie e diffamazione possono essere commessi via internet» (tra le più celebri decisioni: 35511/10 e 44126/11), la Prima spiega perchè è lecita l’estensione “giornalistica” alla responsabilità da social network, circostanza peraltro esclusa dalle sentenze citate in materia di responsabilità del direttore di siti di informazione.  A giudizio dell’estensore, il fondamento dell’aggravante è «nella potenzialità, nella idoneità e nella capacità del mezzo utilizzato per la consumazione del reato a coinvolgere e raggiungere una pluralità di persone (...) con ciò cagionando un maggiore e più diffuso danno alla persona offesa». E se lo «strumento principe della fattispecie in esame» (diffamazione) è la stampa quotidiana e periodica, è anche vero che la norma prevede «qualsiasi altro mezzo di pubblicità» per poter applicare l’aggravante che porta la pena fino a 3 anni di carcere. Il meccanismo delle amicizie “a catena” di Facebook, in sostanza, «ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone e, pertanto, di amplificare l’offesa in ambiti sociali allargati e concentrici. Paradossalmente, mentre il Parlamento sta faticosamente cercando di eliminare il carcere per la diffamazione a mezzo stampa, la Cassazione equipara 25 milioni di blogger e social media follower a...giornalisti.

Fonte: Il Sole 24 ore

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09-06-2015 22:11
Pubblicato in Giornalismo e media
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Il Maestro si proclama tale.

E risponde ai Discepoli, che gli chiedono di preparare la Pasqua.

Ciascuno di noi si prepara alla festa a suo modo.

Quello che conta è aprire il cuore al Maestro, e al dono che Egli ci fa di sé.

Prepararsi bene a ricevere il Suo Corpo vuol dire, in primis, riconciliarsi con lui.

Incontrare l'uomo con la brocca dell'acqua, che Gesù ci mando incontro;

E seguirlo sulla strada della purificazione e del perdono (Confessione).

Solo a quel punto si può partecipare con cuore puro al Divino Banchetto.

Che è memoriale di un'Alleanza nuova ed eterna.

Cristo si è offerto come sacrificio umano unico ed irripetibile.

Per la salvezza di tutti noi.

Non sono più gli animali ad essere sacrificati (sacrificio "vicario") per gli uomini.

E' un Uomo-Dio. Gesù Cristo, che si immola una volta per tutte per ciascuno di noi.

Il Pane è il Corpo che condividiamo, mangiando tutti assieme (asse orizzontale della Croce).

Il Vino è il Sangue versato per tutti noi, per la nuova ed eterna alleanza (asse verticale della Croce).

Per chi partecipa al Sacro Banchetto, è pronta una grande sala, già arredata per noi.

Al piano superiore del Paradiso...

Preparativi del pasto pasquale

[12]Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». [13]Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo [14]e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?[15]Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, gia pronta; là preparate per noi». [16]I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.

Istituzione dell'Eucaristia

[22]Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». [23]Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. [24]E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti. [25]In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».

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07-06-2015 11:50
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Ci sono cose che "sono", ma non si vedono.

Quando cerco un bicchiere di acqua, ho sete.

Ma non la vedo.

Il Maestro non ci lascia soli.

Finirà il mondo, perché Lui ce lo ha detto.

Ma non finirà Dio, che è il Creatore del mondo.

Non finirà la Sua sostanza unica in 3 Persone.

Gesù non "sta" con noi, ma "è" con noi, fino alla fine del mondo.

Meglio forse: noi siamo con Lui, essendo creazione di Dio Padre.

E come non finisce Lui che "è", anche noi siamo stati creati per non finire.

L'importante è non dubitare, invocando lo Spirito Santo.

Non lo vediamo, ma Lui "è" con noi.

E non è la sete, ma l'acqua che disseta per l'eternità.

 

Apparizione in Galilea e missione universale

[16]Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. [17]Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. [18]E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. [19]Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, [20]insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».  
 

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31-05-2015 12:12
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melania parolisiVenti anni di reclusione sono stati inflitti a Salvatore Parolisi per l’omicidio della moglie Melania Rea dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia che ha ricalcolato la pena dopo la Cassazione. Per l’ex caporalmaggiore, già condannato a 30 anni con l’abbreviato, i giudici hanno escluso l’aggravante della crudeltà. Non concesse le attenuanti.

“Melania ha avuto giustizia ma purtroppo nessuno ce la ridarà”: il fratello Michele commenta così la sentenza. Sentenza emessa al termine di una breve camera di consiglio.

La difesa di Salvatore Parolisi aveva chiesto un doppio sconto di pena: in particolare i legali, gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, avevano sollecitato l’esclusione dell’aggravante della crudeltà e la concessione delle attenuanti generiche. La sentenza è attesa in mattinata.

Gli avvocati Gentile e Biscotti avevano chiesto per Parolisi una pena “sotto i 20 anni”. “Abbiamo sollecitato – ha detto l’avvocato Gentile – il minimo edittale. Una pena giusta, equa”. Secondo i difensori dell’ex caporalmaggiore “ci sono poi tutti gli elementi per concedergli le attenuanti generiche come il fatto che sia un giovane, incensurato e militare irreprensibile”.

Fonte: Online News

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27-05-2015 15:01
Pubblicato in I Attualità
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Credere comporta l'essere battezzato.

L'essere battezzato non sempre implica credere.

Ecco perché occorre la "confermazione" in Spirito Santo.

Credere ed essere battezzato implica essere "salvo".

E condividere la missione salvifica di Cristo.

Attraverso la evangelizzazione, la predicazione del Vangelo (Buona Novella).

Ad ogni creatura, ad ogni frutto della creazione.

Anche se (apparentemente) inanimato.

Il Vangelo si predica quando si "vive" intensamente.

Anche nel rapporto con le cose (oltre che con le persone) che ci circondano.

I battezzati-credenti-salvi scacciano i demòni: non cedono alle loro lusinghe.

Parlano lingue nuove: abbattono ogni barriera che cerca di dividerli dai loro fratelli.

Prendono in mano i serpenti: sanno maneggiare le cose pericolose, evitando che diventino oggetto di tentazione.

Se bevono un qualche veleno, non ne vengono danneggiati: se le cose pericolose si insinuano, esse non potranno mai essere per loro realmente pericolose.

Impongono le mani ai malati, e questi guariscono: chi si è allontanato da Dio, attraverso la loro opera ispirata al Vangelo, ritrova la retta via.

E' questo il testamento terreno del Cristo.

Che è il testamento di un vivo onnipresente ed onniscente.

Non di un morto.

Ora Egli, che è stato vero uomo e che è vero Dio può tornare in Cielo, dal Padre.

 

[15]Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. [16]Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. [17]E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, [18]prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

[19]Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.

[20]Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.

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17-05-2015 18:57
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L'Amore è un vero e proprio "metodo".

Una strada "attra-verso" e una strada "verso".

E' la strada "attraverso" Cristo, "verso" la gioia compiuta.

L'Amore di Dio Padre è effuso su di noi attraverso Cristo (asse verticale della Croce).

Il nostro Amore si effonde verso i Fratelli attraverso Cristo (asse orizzontale della Croce).

Al centro, sempre Cristo.

Che non ci affida comandi, nè ordini.

Ci affida "comandamenti".

L'obbligo è comportamento doveroso per scongiurare sanzioni.

L'onere è comportamento doveroso per ottenere qualcosa.

I 2 Comandamenti di Cristo riassumono i 10 di Mosè.

E sono per noi oneri, non obblighi.

Solo se scegliamo liberamente di osservarli, ci mettiamo in cammino sulla strada della gioia piena.

Gli ordini si danno ai servi; e li dà il demonio; che è padrone e non sappiamo cosa fa.

Approfitta infatti dell'oscurità.

I Comandamenti si danno agli amici; e li dà Cristo; che è l'Amico buono e sappiamo chi è e cosa fa.

Ci illumina ogni giorno la strada verso il Paradiso.

 

9]Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. [10]Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. [11]Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. 

[12]Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. [13]Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. [14]Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. [15]Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. [16]Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. [17]Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

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10-05-2015 17:27
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In un contesto in imperversano i "partiti" (o quel che ne resta), varrà riflettere sul concetto di compiutezza in rapporto alla parzialità, ben evidenziato dal Santo Padre Francesco in un altro passo (non troppo noto) della Evangelii Gaudium.

Ogni parola ulteriore sarebbe ultronea...

 

Il tutto è superiore alla parte

234. Anche tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione. Bisogna prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinità quotidiana. Al tempo stesso, non è opportuno perdere di vista ciò che è locale, che ci fa camminare con i piedi per terra. Le due cose unite impediscono di cadere in uno di questi due estremi: l’uno, che i cittadini vivano in un universalismo astratto e globalizzante, passeggeri mimetizzati del vagone di coda, che ammirano i fuochi artificiali del mondo, che è di altri, con la bocca aperta e applausi programmati; l’altro, che diventino un museo folkloristico di eremiti localisti, condannati a ripetere sempre le stesse cose, incapaci di lasciarsi interpellare da ciò che è diverso e di apprezzare la bellezza che Dio diffonde fuori dai loro confini.

235. Il tutto è più della parte, ed è anche più della loro semplice somma. Dunque, non si dev’essere troppo ossessionati da questioni limitate e particolari. Bisogna sempre allargare lo sguardo per riconoscere un bene più grande che porterà benefici a tutti noi. Però occorre farlo senza evadere, senza sradicamenti. È necessario affondare le radici nella terra fertile e nella storia del proprio luogo, che è un dono di Dio. Si lavora nel piccolo, con ciò che è vicino, però con una prospettiva più ampia. Allo stesso modo, una persona che conserva la sua personale peculiarità e non nasconde la sua identità, quando si integra cordialmente in una comunità, non si annulla ma riceve sempre nuovi stimoli per il proprio sviluppo. Non è né la sfera globale che annulla, né la parzialità isolata che rende sterili.

236. Il modello non è la sfera, che non è superiore alle parti, dove ogni punto è equidistante dal centro e non vi sono differenze tra un punto e l’altro. Il modello è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità. Sia l’azione pastorale sia l’azione politica cercano di raccogliere in tale poliedro il meglio di ciascuno. Lì sono inseriti i poveri, con la loro cultura, i loro progetti e le loro proprie potenzialità. Persino le persone che possono essere criticate per i loro errori, hanno qualcosa da apportare che non deve andare perduto. È l’unione dei popoli, che, nell’ordine universale, conservano la loro peculiarità; è la totalità delle persone in una società che cerca un bene comune che veramente incorpora tutti.

237. A noi cristiani questo principio parla anche della totalità o integrità del Vangelo che la Chiesa ci trasmette e ci invia a predicare. La sua ricchezza piena incorpora gli accademici e gli operai, gli imprenditori e gli artisti, tutti. La “mistica popolare” accoglie a suo modo il Vangelo intero e lo incarna in espressioni di preghiera, di fraternità, di giustizia, di lotta e di festa. La Buona Notizia è la gioia di un Padre che non vuole che si perda nessuno dei suoi piccoli. Così sboccia la gioia nel Buon Pastore che incontra la pecora perduta e la riporta nel suo ovile. Il Vangelo è lievito che fermenta tutta la massa e città che brilla sull’alto del monte illuminando tutti i popoli. Il Vangelo possiede un criterio di totalità che gli è intrinseco: non cessa di essere Buona Notizia finché non è annunciato a tutti, finché non feconda e risana tutte le dimensioni dell’uomo, e finché non unisce tutti gli uomini nella mensa del Regno. Il tutto è superiore alla parte.

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06-05-2015 10:33
Pubblicato in Politica
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