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Giornalismo e media (11)

FACEBOOKOffendere una persona scrivendo un “post” sulla sua bacheca di Facebook integra il reato di diffamazione aggravata, esattamente come se l’offesa venisse portata dalle colonne di un giornale. Con una decisione in realtà attivata su un caso di conflitto negativo di competenza, la Prima penale della Cassazione (sentenza 24431/15 , depositata ieri) torna sul tema caldissimo della natura “penalistica” dei social network.

La controversia nasceva dalla denuncia/querela di un privato che aveva trovato un intervento poco cortese sul proprio profilo di Facebook, ovviamente tracciato con il nome, il cognome e la foto del denigratore. Il giudice di pace di Roma, nel luglio di due anni fa, si era però dichiarato incompetente ipotizzando - pur se ancora non contestata in atti - la fattispecie aggravata della diffamazione (articolo 595 terzo comma del Codice penale). Poco dopo però anche il Tribunale capitolino aveva escluso la propria competenza a giudicare, contestando l’applicabilità dell’aggravante “giornalistica” sulla base, in sostanza, del mancato comportamento difensivo della parte offesa nella gestione dei meccanismi di privacy sul proprio profilo di Facebook. Da qui l’intervento della Corte suprema che, nel restituire il fascicolo al tribunale monocratico, accredita di fatto la similitudine tra l’offesa via internet 2.0 e la vecchia diffamazione su colonna piombata.

Dopo aver dato atto della «lezione di legittimità secondo cui i reati di ingiurie e diffamazione possono essere commessi via internet» (tra le più celebri decisioni: 35511/10 e 44126/11), la Prima spiega perchè è lecita l’estensione “giornalistica” alla responsabilità da social network, circostanza peraltro esclusa dalle sentenze citate in materia di responsabilità del direttore di siti di informazione.  A giudizio dell’estensore, il fondamento dell’aggravante è «nella potenzialità, nella idoneità e nella capacità del mezzo utilizzato per la consumazione del reato a coinvolgere e raggiungere una pluralità di persone (...) con ciò cagionando un maggiore e più diffuso danno alla persona offesa». E se lo «strumento principe della fattispecie in esame» (diffamazione) è la stampa quotidiana e periodica, è anche vero che la norma prevede «qualsiasi altro mezzo di pubblicità» per poter applicare l’aggravante che porta la pena fino a 3 anni di carcere. Il meccanismo delle amicizie “a catena” di Facebook, in sostanza, «ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone e, pertanto, di amplificare l’offesa in ambiti sociali allargati e concentrici. Paradossalmente, mentre il Parlamento sta faticosamente cercando di eliminare il carcere per la diffamazione a mezzo stampa, la Cassazione equipara 25 milioni di blogger e social media follower a...giornalisti.

Fonte: Il Sole 24 ore

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09-06-2015 22:11
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foto chi l ha visto rai3Un consiglio a politici, amministratori, operatori dei media, uomini di buona volontà. Guardate il mercoledì sera in tv “Chi l’ha visto” e vedete se potete dare una mano a qull’Italia dolente e disperata che nel corso della trasmissione viene così drammaticamente raccontata. Puntata dopo puntata viene messa a nudo una realtà che sfugge ai media nella sua complessità e che è spesso troppo periferica per chi governa, per chi amministra. Eppure è tutto lì il disagio, spesso il disastro e la miseria di vivere nel nostro paese. Dove la gente sparisce senza lasciar traccia o è protagonista di gialli minori ma non meno allucinanti, mostruosi. E che scivolano nell’indifferenza. Dal programma esce una fotografia pasticciata di una Italia sbilenca, raffazzonata, confusa, provinciale, ottusa. Un’Italia che vota, che determina apparentemente senza capire, sganciata dalla quotidianità della vita politica, dalle correnti di pensiero e di moda che attraversano le grandi città e si perdono via via nelle periferie. Il programma della Sciarelli non serve più solo a rintracciare gli scomparsi, ora racconta storie, investiga sui misteri, sulle miserie, affronta temi sociali di spessore, mette impietosamente alla gogna la imbecillità, la crudeltà mascherata dalle leggi e dalla loro discrezionale applicazione dei tribunali dei minori, degli assistenti sociali. Fa riflettere, quella trasmissione, e stringe il cuore. Sembra un miracolo che un ministro (Orlando, Giustizia) chiami in diretta perché chiamato in causa e si renda disponibile per un confronto su una delle tante drammatiche vicende. Ed è un miracolo. Perché a quell’Italia dolente non pensa nessuno. Ed è uno dei motivi per cui questo paese sta andando a fondo.

Fonte: Online News

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29-01-2015 06:58
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papa Francesco TwitterChi non è stato a Fonte Colombo, Santuario francescano nelle vicinanze di Rieti, dovrebbe senz'altro recarvisi.

Qui il Poverello di Assisi si ritirò per stilare la Regola definitiva del suo Ordine.

Si narra che, distratto dagli uccellini del bosco, abbia ordinato loro di tacere onde consentirgli di concentrarsi.

E che essi gli abbiano obbedito.

Anche oggi, scendendo verso il luogo in cui la Regola ebbe definitiva stura, nel bel mezzo di una fitta foresta, non s'ode canto di uccello.

Sono passati 800 anni da allora, ed un altro Francesco ci offre le Sue Regole.

Lo fa attraverso il cinguettio di un uccellino virtuale, che corre attraverso la rete internet.

Invitando anche noi a mettere le ali alle Regole...

fonte ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/10/25/Papa-riconoscere-diritti-famiglia-solo-individuo-_9518399.html

 

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28-10-2013 09:12
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busto di CiceroneLeggo sul Corriere di oggi, inserto di Roma, che sarebbe stato ghiotto di malva "...il celebre scrittore, politico e oratore Marco Tullio Cicerone, vissuto nel II secolo dopo Cristo".

Non sarà molto noto, ma è comunque noto che Cicerone è vissuto nel I secolo avanti Cristo, essendo morto nel 43 (avanti Cristo, appunto), ucciso dai sicari inviati da Antonio, che Cicerone aveva attaccato nelle (pure non ignote...) Filippiche...

Errore? Ci sta tutto, visto che siamo uomini.

Ma la questione riapre il dibattito sulla competenza professionale: quella che, mutatis mutandis, costò la vita a molti nel disastro del Vajont, del quale quest'anno ricorre il cinquantenario, e che Democrazia nelle Regole riporterà alla memoria di tutti con un evento ad hoc nel mese di ottobre.

A volte basta una controllatina su internet, come nel caso dell'"error de Cicerone".

Altre volte, ci vorrebbe meno avidità....

Fonte: Corriere della Sera del 26 Agosto 2013, inserto di Roma, pagina 7.

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26-08-2013 12:54
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E' chiaro che la verità interessa.

Tutte le verità interessano.

Specie quelle ad altissima valenza culturale.

Ho passato ore davanti a Rai Storia.

E ho imparato molto.

Che "chiuda" auspicherei che neppure si ventilasse.

Del resto, "la storia siamo noi".

Si, ma noi chi?

I noi che decidono. Per sè e per tutti gli altri...

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/spettacolo/2013/05/16/RAI-GUBITOSI-STORIA-CHIUDE-LASCIA-MINOLI_8715327.html

 

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17-05-2013 08:43
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figlio preitiQuando ci sono fatti di cronaca drammatici e che possono "sollevare" gli ascolti, oltre che le emozioni, ecco il ritorno alla strumentalizzazione e alla spettacolarizzazione.

E allora ecco alcuni cronisti che vanno a casa di un bambino di 11 anni, figlio di Luigi Preiti, autore di quella sparatoria a Palazzo Chigi e con il consenso della madre (!?), fanno domande, indagano, chiedono come si sente, gli riescono a strappare un "ti voglio bene papà", sicuri che quella notizia sia fondamentale per completare una vicenda già per molti aspetti triste.

Si scatena la protesta sui social network, twitter e facebook in testa.

L'opinione pubblica si esprime contro i giornalisti "sciacalli"

Il Garante dell'Infanzia dice stop, quello della Privacy ricorda a tutti la Carta di Treviso che al punto 5 stabilisce:

Un bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psico-fisico, né va coinvolto in forme di comunicazioni lesive dell’armonico sviluppo della sua personalità, e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori

 

Fonte: Online News

Garante dell’Infanzia: Inaccettabile l’intervista al figlio 11enne di Preiti

 

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29-04-2013 19:04
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Da un lato c'è il diritto, inviolabile, alla libera manifestazione del pensiero (art. 21 Cost.), anche a mezzo stampa.

Dall'altro, il diritto al proprio onore (art. 2 Cost.) e alla presunzione di innocenza (art. 27 Cost.).

Nel mezzo, parecchie polemiche.

Che, tuttavia, dimostrano effervescenza, senso critico, vitalità.

La parola passa alla Magistratura.

Per l'intanto, accontentiamoci di apprendere...

Fonte ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/04/15/Inchiesta-Report-Alemanno-querela-risarcimento-_8554039.html

 

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15-04-2013 12:37
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Rai Storia, si sa, è uno dei migliori canali offerti a chi ha fame di sapere.

Anche per i professionisti, straordinari, che vi collaborano.

E per le idee che sprigiona.

Tra le ultime:  collegare via Skype la Siria, e quanto di mostruoso vi accade, con un gruppo di studenti italiani.

Sul posto, giornalisti coraggiosi, a raccogliere i suggerimenti dei nostri ragazzi dall'Italia.

"Silenzio. Si muore", hanno titolato. 

Nella indifferenza generale, come più volte denunciato da queste colonne.

Proprio quel silenzio (stampa) che ora, opportunamente, avvolge il loro (assurdo ed incivile) status di rapiti.

Attendiamo, trepidanti, che chi ha il coraggio di andare e documentare venga rimesso a fare il suo lavoro.

SUBITO..

Fonte ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/04/05/Siria-sequestrati-quattro-giornalisti-italiani_8508556.html

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06-04-2013 11:43
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La crisi, come noto, non è solo economica.

E' politica; è istituzionale; è mediatica.

Quando il fuoco è già accesso, il carburante non aiuta a spegnerlo.

Eppure, chi getta benzina, chi nafta...

In molti mi dicono di avere dolori di pancia...

Fonte ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2013/03/22/GRASSO-ACCETTO-CONFRONTO-TV-TRAVAGLIO_8441730.html

 

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23-03-2013 11:58
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Sicche' La7 passa di mano.

E' l'alba di una nuova tv?

Visto che tutto cambia, si attendono miglioramenti anche sul fronte dei media.

Più neutri.

Più vicini alla gente.

A chi sa e a chi non sa.

Facendo in modo che chi non sa sappia sempre di più...

Fonte ANSA

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2013/03/04/MEDIA-CDA-VIA-LIBERA-CAIRO-AQUISIZIONE-LA7_8343976.html

 

 

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04-03-2013 18:46
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