Declinazione “relativa”di una tragedia

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Declinazione “relativa”di una tragedia

Declinazione “relativa”di una tragedia

Guardando alla tragedia di Corso Francia, che ha insanguinato il Natale di Roma, viene da pensare alle diverse vittime che la hanno animata.

A chi ha investito. A chi è stato investito. Alle tre famiglie coinvolte, fatte anche di Padri, di Madri, di Nonni e così via.

Proprio da queste tre famiglie – dagli eventi infausti che hanno in passato colpito taluni dei loro componenti - affiorano echi lontane e “sottili” che sanno dirci più di quanto immaginiamo, raccontandoci come tante cose esistono anche se noi non le vediamo; noi così usi raccoglierle tutte, semplificando, nella parola “destino”.

Tornando sulla terra del “visibile”, mi sembra inutile prender partito.

Preferisco discorrere di evento funesto scaturito da un palmare coacervo di violazione di Regole che – parlando in giuridichese - mette di soppiatto in primo piano la “colpa”, sancendone una pericolosità non inferiore al “dolo”.

Regole del codice della strada, certo; ma anche Regole di buon senso, di prudenza, di diligenza.

Quella diligenza che, lo sappiamo tutti, è (di norma) inversamente proporzionale all’età di chi deve imprimere il pertinente sforzo comportamentale: onde, da chi ha 16 anni (che taluni vorrebbero mandare a votare), ci si aspetta uno sforzo diligente molto inferiore rispetto a quello che può pretendersi da chi ne ha 50 o più.

Converrà, a proposito di saggezza, farsi una ragione del fatto che le buone, vecchie Regole dei padri e dei nonni - all’interno di una famiglia più austera, certo, ma anche più prudente – avevano un loro perché il cui lustro, in un mondo sempre più pericoloso, appare tutt’altro che appannato.

ASCOLTA GIULIO BACOSI (dal gr nazionale del 25 dicembre 2019)

Giulio Bacosi

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