“Civiltà del diritto, diritto alla Civiltà” Lo sport come scuola di regole per una civiltà del vivere comune

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“Civiltà del diritto, diritto alla Civiltà” Lo sport come scuola di regole per una civiltà del vivere comune

“Civiltà del diritto, diritto alla Civiltà” Lo sport come scuola di regole per una civiltà del vivere comune

Si è svolto a Roma lo scorso 12 aprile l'edizione 2019 del FESTIVAL DELLA CIVILTA', incentrato quest'anno sul tema dello sport in relazione alla civiltà del diritto e diritto alla civiltà. A ospitare l'evento, il prestigioso salone d'onore del CONI. La giornata ha visto anche la firma del Protocollo d'Intesa tra il CONI e Democrazia nelle Regole, che si affianca a quelli esistenti con i Ministeri della Pubblica istruzione e dell’Interno, per poter in modo sempre più organico e ampio costruire una rete di supporto affinché il lavoro che svolgiamo di promozione della cultura delle regole e della civiltà delle regole nelle scuole possa avere al suo fianco anche il mondo dello sport.

Del resto lo sport altro non è che una scuola, a tutte le età ma soprattutto per i più giovani, dove valori essenziali per la convivenza civile come il rispetto dell’altro, il rispetto delle regole, l’accettazione del risultato e delle decisioni arbitrali sono al centro di ogni attività praticata.

Ecco quindi un viaggio avventuroso che parte dallo sport, passa per il giornalismo e arriva alla tutela dell’ambiente. Temi che possono sembrare slegati fra di loro ma che invece, come il presidente Giulio Bacosi ha messo in risalto, sono collegati da due importanti fili rossi: la ricerca della verità e la necessità di rispettare le leggi.

La verità è nello sport l’accettazione del risultato finale che, se raggiunto nel rispetto delle regole, è inattaccabile e spinge, vincitori e vinti a impegnarsi per fare sempre meglio. Ma anche chi per lavoro racconta in TV, su un quotidiano o in un blog, una storia sa che deve rispettare certe regole e sa che la ricerca delle verità non è esente da prezzi e da rischi. Specie se si affrontano temi scomodi, che danno fastidio. Come è il caso dei temi ambientali, dove interessi, convenienze e malaffare spesso operano proprio nell’illegalità. E quando non si rispettano le regole in tema ambientale, oltre al danno c’è anche la beffa del rimetterci la salute. Quella salute che – e così si chiude il cerchio di questo viaggio ideale – la pratica dello sport promuove e tutela così come fa una natura sana. Barare e agire in modo illegale, nello sport come nell’ambiente rischia di colpirci proprio lì, sulla salute.

GLI OSPITI
Daniele Piervincenzi
Romano, 37 anni, un passato da giocatore di Rugby nella Primavera, una squadra della capitale, diventa giornalista e diventa, coniugando professione e passione, la voce del rugby italiano da quando conduce su DMax Rugby social club la trasmissione che, ogni anno, fra febbraio e marzo racconta il 6 Nazioni, il trofeo di rugby più antico del mondo che dal 2000 ha accolto anche l’Italia nel ristretto club delle formazioni più forti d’Europa che ogni anno si affrontano.
Quando non si occupa di rugby Daniele ha scelto di svolgere una professione giornalistica – per usare un termine preso in prestito dal suo sport preferito - di prima linea, si occupa infatti di giornalismo di inchiesta per trasmissioni Rai come Nemo e, attualmente, di Popolo Sovrano in onda su Rai 2 e di cui è fra i conduttori. Si è occupato di inchieste e temi scottanti, avendo pagato anche con la propria incolumità fisica

Enrico Fontana
Un passato importante come giornalista a Paese Sera, La Stampa, l’Espresso, 59 anni romano. Si è sempre occupato di ambiente, ha inventato un termine entrato nel linguaggio di tutti i giorni come “ecomafia”. Per anni ha curato come responsabile dell’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente, l’associazione ambientalista della cui segreteria nazionale fa parte, la pubblicazione di diversi rapporti sul legame fra malaffare e ambiente. Ha sempre diviso il suo tempo fra la scrittura, l’impegno politico e civile con un esperienza nel Consiglio Regionale del Lazio e la passione per la divulgazione e il raccontare cosa vuol dire proteggere l’ambiente dall’illegalità e cosa è possibile fare nel quotidiano per cambiare storie che sembrano già scritte. Uno dei suoi ultimi progetti è “Rifiutopoli”, una conferenza spettacolo in cui si parla di ambiente, illegalità, salute e di cui oggi avremo un assaggio.

Un grazie particolare alle consulte studentesche del Veneto, con i loro docenti, la loro Presidente Sara Guizzetti; grazie alle scuole di Roma; grazie ai nostri cives primi, delegati sul territorio.

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